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STRETCHING

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La motilità è una delle cinque condizioni sine qua non che definiscono le capacità funzionali dell'essere umano.

 

Per troppi anni ci siamo dimenticati di allenare la motilità.

Oggi il buon funzionamento dell'apparato locomotore è riconosciuto come condizione primordiale del benessere generale.

In poche parole, il movimento deve assolutamente fare parte integrante dell'allenamento fisico.

Per fare stretching non è necessario essere dei super atleti. In effetti la tecnica dello stiramento dei muscoli non dipende dalla prestanza fisica. Lo stretching procura benefici a tutte le persone che lo praticano indipendentemente da età, sesso, e condizione fisica.

Esistono differenti tecniche di stretching ecco le principali:

Stiramento passivo (stiramento statico)

È il metodo più conosciuto e consiste nell'allungare il muscolo, lentamente e progressivamente, fino a metterlo sotto tensione, e conservare la posizione tra 10 e 20 secondi. Il muscolo non deve dolere se si intensifica lo stiramento altrimenti, si verifica un effetto contrario e il muscolo si contrae immediatamente per contrastare il troppo stiramento.

Stiramento contrazione e rilascio

All'inizio il muscolo da stirare deve essere contratto per qualche secondo. Dopo una piccola pausa, il muscolo si dtira come nello stretching passivo. La posizione di stiramento deve venire accentuata e mantenuta per 10 secondi. Si ripete poi tutto per alcune volte. Questa forma viene praticata sopratutto per riabilitazioni terapeutiche.

Stiramento attivo

Lo stiramento viene effettuato con la contrazione del muscolo antagonista o per mezzo di lenti movimenti rotatori o bilancianti. Gli esercizi di stiramento attivo sono molto importanti per il riscaldamento dei muscoli, siccome tonificano e migliorano il coordinamento muscolare.

Bisogna fare una distinzione tra stiramento dinamico attivo e movimento brusco e rapido, quest'ultimo dovrebbe essere evitato perché, provoca una contrazione muscolare di corta durata e l'effetto di stiramento non risulta ottimale.

La scelta del metodo dipende unicamente dalla condizione fisica e dall'obbiettivo che si cerca. Lo stiramento passivo produce un effetto piuttosto rilassante mentre, lo stretching attivo si eguaglia più a un riscaldamento.

Facciamo stretching sempre quando ci pare possa darci beneficio non importa dove e quando ma in particolare nei seguanti casi:

PRIMA DI PRATICARE UNO SPORT

Come riscaldamento apporta un considerevole miglioramento nel coordinamento dei muscoli e facilita la prestazione che verrà dopo.

DOPO LA PRATICA SPORTIVA

Permette al corpo di stendersi e alla muscolatura di recuperare rapidamente la fatica e la sua lunghezza normale.

PER MIGLIORARE LA MOTILITÀ

Gli sportivi che praticano intensivamente e regolarmente il loro programma possono integrare uno stretching di 30 minuti una volta per settimana con movimenti specifici alla disciplina praticata. Questo migliora la motilità e la prestazione, di conseguenza e diminuisce la possibilità di lesioni muscolari, dei tendini, delle articolazioni e legamenti.

PER RILASSARE IL CORPO

Nella vita quotidiana come nello sport il bisogno di stirarsi o di rilassarsi per contrastare la fatica o la tensione può venire in qualsiasi momento. Uno stretching in questi casi è l'ideale.

PER RILASSARSI NELLO SPIRITO

In casi di tensione psichica o nervosa (stress) lo stretching può portare un considerevole rilassamento che agirà positivamente anche nello spirito.

PER DIMINUIRE I RISCHI DI INCIDENTI MUSCOLARI

Praticandolo regolarmente, lo stretching permette ai muscoli e all'apparato locomotore di conservare la sua elasticità. Parecchi studi hanno mostrato che, chi pratica regolarmente lo stretching sia durante la pratica sportiva che nella vita privata, subiscono meno incidenti muscolari.

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