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brainPsicologia e sport

La buona riuscita di una gara ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati dipendono pure da un altro fattore estremamente importante: le capacità individuali di concentrazione, calma e determinazione durante non solo le competizione, ma pure durante le varie fasi della preparazione, durante gli allenamenti e durante le fasi di riscaldamento. Soltanto per citare un esempio: vi ricordate di Joel Gaspoz? Potenzialmente uno dei più grandi talenti mai usciti dallo sci svizzero ... ma mai esploso. Perché? Il suo talento fisico e tecnico non fu mai eguagliato da quello mentale!

Come fare, allora, per allenare anche la mente? Ci sono diverse tecniche che possono venirci in aiuto, vediamone alcune.

L'immaginazione

L'immaginazione, e quindi l'abilità ad immaginare, è considerata dai principali psicologi dello sport come una tra le più importanti abilità cognitive da sviluppare nell'atleta. Immaginare significa rappresentarsi qualche cosa, per esempio un movimento o una situazione, senza viverla nella realtà bensì vivendola mentalmente. Questo processo coinvolge non solo l'attività visiva, ma anche quella tattile, uditiva, emotiva e muscolare. È tutto il corpo che pensa, immagina e anticipa l'evento.

Per ogni atleta l'immagine motoria di sé stesso in gara non è altro che l'anticipazione del programma da attuare. Migliore è la precisione dell'immagine mentale construita e più accurata sarà la qualità dell'anticipazione del programma, migliore sarà di conseguenza la preparazione di tutto il corpo e minori le probabilità di commettere errori determinati da distrazioni, da ostacoli non previsti e da errori di valutazione di qualsiasi genere.

Schubert, psicologo della oramai ex Germania Orientale, afferma che "questo metodo sistematico ripetuto e pianificato di provare mentalmente le cose, viene chiamato pratica mentale (MP). MP è un metodo che unisce l'allenamento fisico a quello mentale, un metodo in cui qualsiasi movimento viene anticipato nell'immaginare, nel pensare e persino nel parlare".

Alcuni esempi: Dwyght Stones e Dick Fosbury prima del salto immaginavano la rincorsa, l'asticella, il salto e la caduta e non partivano che quando tutta questa azione si era affermata con chiarezza nella loro mente; il campione di golf Jack Nicklaus ha scritto nel suo libro che ha sempre usato l'immaginazione mentale.

Esistono diversi modi di immaginare. Uno di questi consiste nell'immaginare esternamente: è come se l'atleta vedesse il film della propria prestazione. Immaginare internamente, invece, si riferisce a quella modalità di ripetizione in cui l'atleta vive realmente nella sua mente la prestazione. C'è da dire che, però, alcuni atleti hanno difficoltà nell'immaginare, e provano sensazioni solo parziali.

Queste differenti modalità d'immaginare dipendono anche dal grado di apprendimento delle abilità tecniche immaginate. Nelle fasi iniziali, quando il movimento non è ancora consolidato, è più facile per gli atleti che l'immagine mentale prodotta sia esterna. Una volta stabilizzato il movimento, però, sarà più facile per l'atleta sentirlo come parte integrante della sua esperienza, e perciò sostituire l'immagine esterna con una interna. La ripetizione mentale svolge perciò una funzione allenante che aiuta inoltre l'apprendimento e l'automatizzazione dei movimenti. L'immaginazione motoria di un movimento permette inoltre di creare e stabilizzare nella mente una copia del comportamento da effettuare. Quando l'allenatore dice all'atleta che "osservando s'impara", sa che questa forma di attività riproduce nella mente una fotografia dell'evento osservato. Il passo successivo è la ripetizione mentale, che stabilizza quanto visto.

Da quanto detto emerge quindi che l'immaginazione mentale associata all'allenamento fisico costituisce il metodo migliore per preparare l'atleta alla competizione. Costituisce cioè il necessario complemento all'allenamento fisico.

Descriveremo ora brevemente un metodo per l'applicazione di quanto detto sinora. Il metodo è il VMBR (Ripetizione Visivo-Motoria del Comportamento). Si divide in tre parti.

1. Rilassamento. L'atleta impara a migliorare le proprie capacità di auto-controllo per mezzo dell'approfondimento delle tradizionali tecniche di rilassamento.

2. Allenamento delle immagini. L'atleta valuta la sua abilità a formare immagini mentali e impara a migliorare tutti gli elementi non chiari delle sue rappresentazioni mentali. Impara quindi ad esaminare tutti i dettagli di una scena. In tal modo impara sia a formare immagini precise e dettagliate che a mantenerle costanti per il periodo di tempo desiderato.

3. Uso di immagini sportive. Quest'ultima fase consiste nello sviluppare l'abilità a formare immagini stabili relative alla propria disciplinasportiva e deve essere praticata durante l'allenamento.

La visualizzazione

L'ipnosi e la visualizzazione guidata

Bibliografia

[1] Rivista "Rizza Psicosomatica", no 78 (1987)

[2] Carmelo A. De Rojà, "Psicologia e Sport", Piccin

[3] J. Syer e C. Connoly, "Le Mental pour Gagner", Robert Laffont

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